Runveg

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Michela Montagner

RUNVEG – Storie di corsa e di cucina

Per la rubrica Runner’s World, abbiamo intervistato Michela Montagner, veg-runner e creatrice del famoso blog Runveg. Con Michela abbiamo parlato un po’ di tutto, di come si sia avvicinata alla corsa e dei progetti futuri, inoltre, abbiamo aperto gli occhi sul fatto che chi mangia “veg” sia sfavorito in gara rispetto agli onnivori. L’importante è apportare il giusto apporto nutrizionale al proprio corpo, indipendentemente dal tipo di alimenti che mettiamo in tavola.

Quando sei diventata una runner?

Ho cominciato nel 2009. Ero refrattaria, la corsa non mi ispirava. Poi un giorno mi sono fatta convincere dal mio fidanzato podista a uscire con lui per provare una corsetta. E’ finita che mi ha fatto correre per 1 ora consecutiva. Quando ci siamo fermati ci è mancato poco che svenissi! Della serie: cose da non fare quando si comincia a correre. Ma da allora non ho più smesso.

Segui principalmente un’alimentazione macrobiotica. Come sei riuscita a coniugare questa dieta con uno sport come la corsa che richiede un grande apporto calorico?

Più che l’apporto calorico credo sia importante l’apporto nutrizionale dei cibi. Per fare sport dobbiamo consumare cibo che ci regali energia, che si trasformi in vero e proprio carburante.

Cibo, sano, vivo, integro. L’alimentazione macrobiotica si basa su questo, non sulla restrizione calorica o sulla privazione. Di per sé la dieta macrobiotica non esclude nessun alimento. Essere vegana è una mia scelta personale.

E per quanto mi riguarda il mio peso è stabile da anni, le mie analisi del sangue sono buone, alcuni problemi fisici di cui soffrivo si sono risolti. E da quando ho eliminato definitivamente ogni alimento animale e ho cambiato la mia dieta i miei allenamenti si sono intensificati e le mie prestazioni sportive (da amatrice) sono migliorate. E sono una donna ultraquarantenne vegan che comunque riesce a correre una maratona sotto le 3 ore e 30.

Come ti sei avvicinata a questo tipo di alimentazione?

Per far fronte ad alcune intolleranze alimentari di cui soffrivo ho scoperto tutto un mondo di alimenti alternativi, che mi facevano stare bene e non mi facevano sentire la mancanza di nulla e in seguito mi sono messa a studiare e ad approfondire.

Ti alleni quotidianamente?

Non tutti i giorni ma quasi. Pratico yoga e allenamento funzionale una volta a settimana e faccio 3/4 uscite di corsa a settimana. E un giorno di riposo.

Secondo te qual è il giusto apporto calorico prima di una corsa?

Come dicevo sopra, non bado alle calorie ma alla qualità del cibo che scelgo e all’effetto che ha su di me.

C’è una maratona che ricorreresti?

Sicuramente Venezia. Il percorso è veloce e suggestivo, lungo la riviera del brenta con le sue ville, con arrivo a Venezia proprio di fronte alla laguna. E’ stata la mia prima maratona e prima o poi vorrei correrla di nuovo e magari farci un bel personale.

Ti definisci una podista imbruttita. Consideri Milano una città che va incontro alle esigenze di un runner?

Ahahaha, davvero. Lo dico riferendomi alla mia milanesità, vecchia di generazioni e quasi incontaminata! Credo che sì, Milano sia sempre di più una città che va incontro alle esigenze dei podisti, grazie al numero sempre crescente di appassionati e al bellissimo lavoro che fanno le società sportive e i vari gruppi organizzati sul territorio, come ad esempio gli Urban Runners (la società di cui faccio parte) e le Women in Run – leggi l’intervista completa – solo per citarne un paio. Ormai è possibile allenarsi in gruppo, a qualunque livello, anche ogni giorno. Inoltre Milano è una città molto verde, con grandi parchi in cui perdersi per chilometri.

Ci sarebbe da lavorare ancora un po’ invece su una maggiore accoglienza e partecipazione dei milanesi alle gare cittadine.

Che consigli daresti a un vegano che desidera avvicinarsi al mondo della corsa agonistica?

Gli direi di non preoccuparsi. Che quello dello sportivo che dovrebbe essere una specie di Fred Flinston che si nutre di carne cruda per gonfiare i muscoli e reintegrare le proteine è soltanto un mito, che piano piano sta crollando, per fortuna.

Il mondo dello sport oggi è popolato da atleti che scelgono di diventare vegetariani o vegani per motivi etici e salutistici. Il loro esempio sembra dimostrare che l’eliminazione della carne non sia un fattore determinante nelle prestazioni sportive.

E oggi sono molti anche gli amatori che lo dimostrano. Sul blog, nella rubrica “il veg runner del mese”, raccolgo storie di veg runners che raccontano le loro felici esperienze di podisti vegetariani e vegani. E sono molte.

La differenza la fa la qualità e la varietà del cibo. Molti ‘onnivori’ vivono nell’errata credenza di seguire una dieta varia e bilanciata, e invece…

Tuttavia io stessa conosco diverse persone convinte di non poter portare la loro scelta veg fino in fondo perché la ritengono limitante per le prestazioni sportive. 

Quale alimento veg è più indicato prima e dopo la corsa?

Le ‘regole’ sono le stesse per tutti.

Prima della corsa dipende se abbiamo tempo di digerire (almeno 2 ore) altrimenti meglio uscire a digiuno. L’importante è avere le scorte piene!

Dopo la corsa vanno molto bene gli zuccheri semplici e le proteine. Gli alimenti veg più proteici sono il tofu e i fagioli azuki ad esempio (e in generale i derivati della soia) oppure i derivati del glutine del grano come il seitan e tutti i legumi in generale.

Hai mai intrapreso iniziative per sensibilizzare i runner all’alimentazione macrobiotica?

Beh, credo che il mio blog sia la principale iniziativa che ho intrapreso in questo senso!

Dopo gli allenamenti assumi integratori per controbilanciare la dieta vegana?

La dieta vegana, se seguita con criterio, non ha bisogno di essere controbilanciata.

Se i carichi di allenamento sono molto intensi allora si può anche decidere di ricorrere a degli integratori, come del resto fanno anche gli onnivori.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Per adesso il mio primo obiettivo è quello di ritrovare il ritmo che ho perso dopo diversi mesi di fermo a causa di un problema alla gamba. A breve termine ho i 21 km della Sojasun Verdi Marathon che saranno un banco di prova per vedere a che punto sono.

E poi, quando sarà il momento, ho un conto in sospeso con la maratona…!

Michela Montagner toprunning

 

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